Come la procrastinazione e il rimandare possono causare ansia, stress e problemi fisici: evidenze e suggerimenti per prevenire tali conseguenze
La procrastinazione è un problema comune tra i giovani, e può causare una serie di effetti negativi sulla salute mentale e fisica. L’abitudine di rimandare i compiti può portare a stress, ansia, depressione e isolamento sociale. Inoltre, la mancanza di azione può ridurre la soddisfazione complessiva della vita e influire negativamente sulla salute fisica.
Fortunatamente, ci sono alcune strategie che possono aiutare a interrompere la procrastinazione e migliorare la qualità della vita.
La ricerca: gli effetti negativi
Secondo una recente ricerca condotta su una coorte di studenti universitari svedesi dal Department of Health Promotion Science della Sophiahemmet University di Stoccolma, la tendenza alla procrastinazione può avere un impatto negativo sulla salute.
I risultati dello studio hanno mostrato che gli studenti che hanno una spiccata tendenza a procrastinare i propri impegni soffrono più frequentemente di ansia, depressione e sintomi da stress, dormono peggio durante la notte e soffrono di dolori ricorrenti. Inoltre, tali studenti sperimentano maggiori livelli di solitudine ed esposizione al rischio a lungo termine di andare incontro a problemi economici.
La procrastinazione viene definita come la tendenza a rimandare volontariamente una serie di azioni che dovrebbero essere compiute, anche quando si ha già la percezione che il rinvio darà effetti negativi. Questo fenomeno si presenta soprattutto tra le persone più giovani.
I ricercatori hanno sottolineato che la procrastinazione non solo rende difficile raggiungere i propri obiettivi, ma può anche avere un effetto negativo sulla salute. Quindi, è importante sviluppare strategie per combattere questo comportamento.
Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Jama Network Open e ha portato alla luce l’importanza di affrontare la tendenza alla procrastinazione per mantenere uno stile di vita equilibrato e prevenire potenziali problemi di salute a lungo termine.
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Studi universitari
Secondo uno studio, circa la metà degli studenti universitari incorre in comportamenti di procrastinazione problematici, come posporre lo studio per gli esami o la scrittura di relazioni. La procrastinazione può anche essere considerata una forma di fallimento del comportamento di autoregolazione ed è associata a tratti di personalità come l’impulsività, la distraibilità e il basso livello di coscienziosità.
La tendenza alla procrastinazione rimane relativamente stabile nel tempo, anche se alcuni comportamenti possono essere influenzati da fattori di contesto, come il livello di avversione nei confronti del compito da affrontare. Per alcuni studenti, la procrastinazione può essere un comportamento occasionale, ma per altri è una disposizione più stabile di personalità che può influire sui risultati scolastici e sulla salute.
Studi precedenti hanno già dimostrato che la procrastinazione può essere associata ad ansia, depressione, stress, isolamento sociale e ridotto livello di soddisfazione della propria vita. Inoltre, può portare a problemi di salute fisica, come problemi cardiovascolari e ad altri comportamenti e stili di vita poco salutari.
In definitiva, è importante prendere sul serio la tendenza alla procrastinazione e cercare di sviluppare strategie per superare questo comportamento. Ciò può contribuire a migliorare i risultati scolastici e prevenire problemi di salute a lungo termine.
Circolo vizioso
La procrastinazione rappresenta un circolo vizioso che porta alla generazione di ulteriori difficoltà, perpetuando comportamenti di rinvio e ritardo. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra gli studenti universitari, poiché gli studi universitari sono spesso poco strutturati e richiedono un elevato livello di autoregolazione. Tuttavia, non è ancora del tutto chiaro quali siano i meccanismi sottostanti che collegano la procrastinazione a una salute problematica. In questo senso, alcuni autori ipotizzano che ci sia una relazione bidirezionale tra la procrastinazione e la salute mentale e fisica. In altre parole, la compromessa salute fisica o mentale può ridurre il livello di energia e motivazione, portando ad ulteriori comportamenti di procrastinazione.
Studi clinici randomizzati hanno dimostrato che l’intervento psicologico sulla procrastinazione può ridurre i livelli di depressione e ansia, migliorando la qualità della vita dei pazienti. È quindi importante affrontare la procrastinazione in modo mirato, al fine di prevenire le possibili ripercussioni negative sulla salute.
Attività fisicia
Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Health Psychology, l’esercizio fisico risulta essere un’attività particolarmente soggetta alla procrastinazione. La maggior parte delle persone, infatti, prova una certa avversione nei confronti dell’attività fisica, il che rappresenta una caratteristica predittiva della procrastinazione. Questo fenomeno è stato osservato anche in comportamenti di continuo rinvio del momento di andare a letto, percepito come un momento spiacevole. Inoltre, studi che hanno esaminato la procrastinazione di progetti personali di vita hanno dimostrato che la sensazione di avversione verso l’esecuzione di un compito, caratterizzata da noia, frustrazione e risentimento, è associata a maggiori livelli di procrastinazione.
Per molte persone, l’avvio dello sforzo fisico intenso genera una sensazione spiacevole, al contrario di ciò che avviene in chi riesce a superare il primo momento di avversione e può sperimentare l’innalzamento del tono dell’umore in genere associato a questo tipo di sforzo. È importante sottolineare che la procrastinazione dell’attività fisica può avere conseguenze negative sulla salute, come il rischio di obesità, malattie cardiovascolari e altre patologie correlate alla sedentarietà. Pertanto, è essenziale intervenire sulla procrastinazione dell’esercizio fisico attraverso l’adozione di strategie efficaci per superare la sensazione di avversione e di disimpegno, come l’implementazione di una routine di esercizio e l’identificazione dei fattori che la rendono meno piacevole.
In realtà, per molte persone, lo sforzo fisico non è una cosa negativa, ma piuttosto piacevole. L’attività fisica viene considerata un comportamento che migliora l’umore, tanto che la mancanza di essa può essere avvertita quando per qualche motivo deve essere interrotta. D’altra parte, sono state condotte ricerche per capire meglio perché le persone procrastinano quando si tratta di compiti che non gradiscono, cercando di sfuggire ai sensi di colpa che deriverebbero dal posticipare attività che sanno di dover svolgere. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Wires Cognitive Science, il rimandare i compiti viene giustificato dal fatto che la persona non li dichiara esplicitamente a sé stessa come “da non fare”.
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Accorgimenti psicologici
Per sconfiggere la procrastinazione, si possono adottare varie strategie psicologiche. Spesso, si procrastina perché si percepisce il compito come troppo impegnativo e scoraggiante, prima ancora di iniziare. In questo caso, spezzare il compito in piccole attività può essere utile, in modo da rendere ogni obiettivo parziale più accessibile. Procedendo in questo modo, si può raggiungere un primo obiettivo, poi un secondo, e così via, rendendo il lavoro progressivamente meno impegnativo.
Un’altra strategia efficace consiste nel programmare il tempo a disposizione in sessioni di lavoro di breve durata, intervallate da attività piacevoli. Questa tecnica può essere particolarmente efficace quando si affrontano compiti che richiedono una certa fatica, come l’esercizio fisico.
Inoltre, una buona organizzazione del tempo può essere ottenuta attraverso la pianificazione settimanale delle attività, utilizzando un’agenda. Questo strumento ci consentirà di annotare sia gli impegni lavorativi che quelli di svago consentendoci di prevedere anche periodi di riposo evitando un sovraccarico mentale e il conseguente stress.
Per evitare distrazioni, si può impostare il cellulare in modalità aereo durante il lavoro per evitare di essere distratti dai social network o dalle notifiche.
Se questi tentativi non funzionano, si può considerare l’aiuto di un partner di accountability o un lavoro diretto sui pensieri negativi. Spesso, chi procrastina ha una visione pessimistica riguardo all’esito del proprio lavoro, convincendosi dell’inutilità dello sforzo o sottovalutando l’importanza degli esiti positivi. Il cambiamento cognitivo consiste nel riconoscere questi pensieri negativi e irrealistici, al fine di avviare un processo di cambiamento interno che favorisca un approccio più positivo alla situazione.
Infanzia e adolescenza la paura è un problema
L’esperienza di preoccupazioni e paure durante l’infanzia e l’adolescenza rappresenta un aspetto normale e inevitabile dello sviluppo psicologico dei bambini. Tuttavia, se questi sentimenti diventano troppo intensi e prolungati nel tempo, possono evolvere in un autentico disturbo d’ansia. Secondo i ricercatori Shannon Bennett e John Walkup, i disturbi d’ansia nei bambini spesso si manifestano in concomitanza con compiti o attività che si presentano durante lo sviluppo, come ad esempio il distacco dai familiari quando si inizia a frequentare la scuola, le prime interazioni sociali, la necessità di ordinare al ristorante, o le incertezze quotidiane. Tali situazioni possono provocare stress e interferire con il funzionamento normale del bambino. In realtà, i disturbi d’ansia sono i disturbi psichici più diffusi che si sviluppano durante l’infanzia e l’adolescenza. La loro comparsa può comportare un peggioramento del rendimento scolastico e possono essere accompagnati da altre condizioni psichiatriche che si possono manifestare anche in età adulta.
Il rapporto con la scuola
Il rapporto con la scuola è un importante indicatore per i genitori di eventuali problemi d’ansia nei propri figli. Infatti, l’ansia può manifestarsi attraverso il rinvio di attività scolastiche o nel momento in cui il bambino deve uscire di casa per recarsi a scuola. Secondo gli esperti Shannon Bennett e John Walkup, ci sono diversi motivi per cui un bambino può manifestare ansia in vista della scuola, e capire le preoccupazioni che ci sono dietro a queste reazioni è essenziale per poter aiutare il bambino in modo specifico.
Tra i motivi che possono scatenare l’ansia c’è la separazione dai familiari, che può far temere al bambino di doversi allontanare da loro per andare a scuola. In altri casi, può essere l’ansia sociale a manifestarsi, in quanto il bambino teme di essere imbarazzato di fronte ai compagni. Ci sono poi situazioni in cui il bambino può avere preoccupazioni eccessive sulla sua capacità di portare a termine i compiti scolastici, oppure può essere soggetto ad attacchi di panico e agorafobia, il che lo porta a evitare luoghi o situazioni in cui teme di poter avere un attacco.
È importante sottolineare che dietro un comportamento di rinvio potrebbe anche nascondersi un timore giustificato da situazioni di bullismo. Pertanto, è importante considerare tutte le possibili cause del comportamento del bambino per poter intervenire in modo mirato ed efficace. La presenza di disturbi d’ansia in età infantile e adolescenziale è un fenomeno comune e può influire negativamente sulle prestazioni scolastiche e sullo sviluppo psicologico del bambino. Per questo motivo, è fondamentale prestare attenzione a questi segnali e cercare di intervenire tempestivamente.
